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Le aziende e gli studi italiani stanno implementando, ad un ritmo sempre più rapido, sistemi di hosted PBX. Ma dove si colloca il mercato italiano dei centralini cloud rispetto agli altri paesi? E quali sono le prospettive di crescita?
Nel seguente articolo, andiamo ad analizzare scenari presenti e futuri di un mercato in continua crescita.

La pandemia ha innescato quel processo di rinnovamento digitale di cui l’Italia aveva bisogno da tempo.

Secondo le statistiche estrapolate dal rapporto Anitec- assinform riguardo il 2021, viene confermato il trend in crescita del mercato: mentre nel 2020 lo scoppio della pandemia ha fatto registrare un rallentamento nella crescita degli investimenti, nell’ultimo anno lo scenario è completamente cambiato, confermando la centralità dell’innovazione digitale in tutte le strategie di modernizzazione delle attività italiane.

Nello specifico, il segmento del cloud in Italia è stato l’assoluto trascinatore nel campo dell’innovazione digitale, con una spesa da parte delle imprese che si attesta a 3,84 miliardi di euro nel 2021 (+16% rispetto al 2020).

Infatti, i benefici del cloud sono ormai chiari e diffusi a livello globale: secondo una ricerca effettuata da Microsoft, l’82% delle aziende ha segnalato importanti risparmi sui costi una volta passate al cloud, il 92% delle piccole imprese ha ottenuto migliori risultati in termini di sicurezza e il 59% delle piccole imprese ha ottenuto vantaggi dal punto di vista della produttività.

Come noto, il cloud è la tecnologia ideale anche per la fornitura dei servizi di telefonia aziendale, attraverso l’utilizzo di piattaforme virtuali realizzate per ottimizzare le comunicazioni negli ambiti professionali.

 

Come si collocano le piattaforme di telefonia cloud nel contesto del mercato digitale odierno?

La dimensione del mercato degli hosted PBX a livello globale vedrà una fase di enorme crescita da qui al 2027, derivante dal picco nella commercializzazione delle reti 5G e delle reti VoIP e dalla nuova cultura del lavoro a distanza, che ha stabilito la necessità nell’utilizzo dei servizi PBX in hosting in aziende di tutte le dimensioni, per la sua efficienza in termini di costi e di affidabilità.

Nello specifico, secondo Globenewswire, in Europa la domanda di tecnologie di cloud computing e soluzioni di telefonia in hosting è preponderante nel Regno Unito, in Francia e in Germania, dove il servizio è diventato fondamentale per eliminare la necessità di componenti software aggiuntivi e ridurre l’OPEX (costi operativi). Si prevede che la dimensione del mercato degli hosted PBX in Europa supererà i 2 miliardi di dollari entro il 2027, con un tasso di crescita annuale del segmento del 10% durante il periodo. (https://www.globenewswire.com/news-release/2021/09/09/2294009/0/en/Hosted-PBX-Market-Trends-2021-North-America-Europe-APAC-Industry-Forecasts-2027-Graphical-Research.html)

Un’ulteriore analisi fornita da Technavio, indica una prospettiva di crescita del mercato di riferimento fino al 2025 del 13,15%, con il 41% della crescita spinta direttamente dal Nord America durante il periodo preso in esame.

In Italia, i centralini tradizionali, analogici e Isdn, sono stati per anni gli unici riferimenti nel campo della telefonia aziendale. Ad oggi, invece, vengono sostituiti da Cloud PBX, a un ritmo pari al 14% annuo, secondo i dati dello studio Worldwide Hosted Pbx Market 2019-2025 di Eastern Management Group. (fonte nfon)

Quali sono le prospettive di mercato in Italia?

In Italia, la necessità di lavorare da remoto negli ultimi due anni, è stato l’elemento che più ha alimentato la domanda di hosted PBX, che, per caratteristiche, si sono rivelati strumenti fondamentali per il mantenimento di una continuità lavorativa.

Secondo il rapporto “Lo Smartworking in numeri” di Assolombarda, nell’aprile 2020 il 37% dei lavoratori UE risultava aver cominciato a lavorare da casa mentre l’Italia, che prima della pandemia partiva dalle retrovie, è risultato uno dei paesi più reattivi, con una percentuale rilevata del 40%.

Questa percentuale è destinata a tornare ai livelli pre-pandemia?

Anche se soggetta ad una riduzione, la percentuale di lavoratori in smartworking si stabilizzerà ad un livello impensabile fino al 2019, con una platea di potenziali utilizzatori ben più ampia di quella precedentemente circoscritta ai dipendenti di aziende sopra i 10 addetti e ai cosiddetti white collars.

Infatti, si prevede che nel nuovo “corso” post pandemia, il numero di lavoratori da remoto sarà quantificato intorno ai 5,3 milioni. (https://www.assolombarda.it/centro-studi/smart-working-2021)

Tuttavia, lo smartworking non è l’unico elemento ad influire sullo sviluppo del mercato: infatti, le previsioni a tutto il 2024 del mercato digitale saranno condizionate in misura crescente dagli investimenti in ICT finanziati attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Il PNRR prevede un’allocazione di fondi per consentire al paese di colmare i suoi ritardi infrastrutturali e di sistema: in termini soprattutto di tecnologie digitali, si prevede un investimento per quasi 50 miliardi di euro entro il 2026.

Dal rapporto Anitec-Assinform, sono stati ipotizzati 4 scenari di crescita del mercato rispetto al diverso utilizzo annuale dei fondi stanziati nel PNRR (utilizzo al 0%, 50%, 70% e 100%): relativamente al periodo 2022-2024, è stimata una crescita compresa tra i 4 e gli 1 punti percentuale in più sul tasso di crescita del mercato in base al differente scenario ipotizzato (rispettivamente all’uso del 100%, 70%, 50% e 0% dei fondi allocati). Nell’ipotesi più ottimistica di utilizzo completo dei fondi allocati annualmente, il mercato digitale crescerà fino a quasi 95 miliardi di euro nel 2024.

In conclusione, i numeri e le statistiche proposte evidenziano come la strada sia ormai tracciata: l’implementazione di sistemi di hosted PBX è in crescita e le previsioni basate sulla stabilizzazione dei lavoratori da remoto e degli investimenti dedicati del PNRR ci indicano un trend positivo anche per gli anni futuri.

Il nostro paese sta incrementando il livello di innovazione tecnologica al fine di recuperare il ritardo accumulato negli anni e colmare il gap con gli altri paesi europei. L’obiettivo è chiaro: un miglioramento della qualità del lavoro, un innalzamento della produttività ed una sempre più ampia modernizzazione dei servizi erogati ai cittadini e alle imprese.